
Il libro è strutturato come un diario personale dell'autore
con informazioni e teorie legate all'architettura e alla vita
in generale.
Giudizio Complessivo: 7 (scala 1-10)
Beniamino Servino
Autore Beniamino Servino
Nato a San Giuseppe Vesuviano nel 1960, vive a Caserta.
Si laurea nel 1985 a Napoli presso la Facoltà di Architettura Federico II
 con Michele Capobianco.
Si interessa di progettazione architettonica e urbana.
Nel 1994 attiva SERVèN, un motore di pensiero costruito intorno a
Beniamino Servino.
L’autore elabora teorie sulla dimensione monumentale dell’architettura per una città -territorio post-ecologista della sovrapposizione, non mancando di aggiungere opinioni personali o semplici pensieri, talvolta fuori tema.
Il libro è suddiviso in due parti: quella dello ‘’SCRITTO’’ (con qualche disegno) e quella delle ‘’FIGURE’’ (con qualche testo).
SCRITTO
Nella prima parte del libro (quella dello SCRITTO), l’autore espone una serie di pensieri e idee sull’architettura
(sotto forma di diario). Inizia col descrivere la sua idea di appropriazione di un testo e su come tutto sia
‘’modificabile’’ secondo il proprio gusto. Dice che l’architettura non deve essere sempre monumentale; l’archi-
tettura deve rispondere anche a bisogni semplici e quindi essere semplice.
Porta spesso a riflettere sulla copia e sulla reinterpretazione di questa, come completamento di qualcosa giÃ
Esistente in attesa di essere completato.
FIGURE
La seconda parte del libro (quella delle figure appunto) è più estesa della prima. E’ una raccolta di disegni e
fotografie modificate accompagnate da brevi descrizioni e didascalie; più d’effetto e ricca della prima parte.
‘’Sulla copia e sul piacere dell’appropriazione di un testo.
Copia è la definizione faziosa e superficiale di una pratica fondamentale per la ricerca della posizione di un pensiero.
La trascrizione di un testo [la riproduzione di un testo].
Attraverso questa [la copia] si assume una posizione attiva sempre.
Dalla scelta del testo [atto d’amore] alla conservazione al recupero sotto forma di ri-elaborazione [nuova elaborazione].
Si evita la tensione [mistica-misteriosa] della invenzione-creazione e si adotta la serena disponibilità [tutta laica] alla inerzia della evoluzione [darwinistica].’’
‘’Il disegno è un aforisma.
…
L’aforisma è uno strumento di comunicazione rapida [di pensieri lenti]
…
Il disegno di architettura e’ uno strumento di propaganda. Politica. E della forma della politica.’’
‘’L’ ANTICO NON ESISTE. Il tempo le persone e le cose sono schiacciati insieme nel presente.’’
‘’Quando tutti gli alberi non saranno più nel terreno, su di esso [nel terreno] rimarranno solo carcasse?’’

 Bosco verticale (BoeriStudio)- Albero su torre                             Pascolo verticale con ponticello Calatraviano
                                                                                                                                    (Servino-SERVèN)
‘’[È] Bella la confusione delle città .
[Bella la con-fusione di pezzi di città diverse in una unica città ].
La confusione che fonde e ricostruisce.
La geografia del ricordo è la descrizione sempre di un paesaggio possibile.
Non reale. Ma caro.’’
‘’Il potere della simmetria [e la resistenza delle stagioni].
Il Palazzo digital-post-vanvitelliano costruisce una illusione di simmetria generando un corpo lateralmente ipertrofico.’’ Cambiando il punto di vista, otteniamo sempre un’ immagine unica.
LA CITTA’ E’ IL GRANDE INTERNO.
La storia della città è bidimensionale.
‘’Una volta che avremo tolto tutte le case dalle coste e le coste saranno tornate solo coste poi uno che per
 caso si trova su una costa una pisciata se la può fare?’’