Titolo originale: WHY BUILDINGS STAND UP /Stati Uniti/1980
Questo libro, senza ricorrere a formule matematiche e basandosi solamente su quelle intuizioni fisiche che noi tutti abbiamo , spiega in modo chiaro e interessante come edifici, ponti e altri tipi di strutture resistano ai carichi dovuti alla gravità, al vento e ai terremoti, ai quali sono inevitabilmente sottoposti dalla natura.
Giudizio Complessivo: 8 (scala 1-10)
Mario Salvadori
Autore : Mario Salvadori
(Roma, 19 marzo 1907 – New York, 25 giugno 1997)
Mario Salvadori è stato James Renwick Professor Emeritus in Ingegneria civile e Professor Emeritus di Architettura alla Columbia University. È stato inoltre membro onorario dell’American Istitute of Architects e della American Society of Engineers, nonché autore di molti volumi specialistici tradotti in quattordici lingue.
Il libro è diviso in 17 capitoli, a loro volta suddivisi in categorie. Ciascuno di questi stratta un argomento preciso e diverso dagli altri. Tratta temi che ruotano ad un unico e fondamentale fulcro : la struttura.
Cerca di rispondere alla domanda che è il titolo del libro: perché gli edifici stanno in piedi?
Per fare questo, Mario Salvatori va a fondo della questione, spoglia gli edifici delle loro pelli e ne osserva attentamente lo scheletro, spiegandone il funzionamento.
Capitolo I - Strutture
Capitolo II - Le Piramidi
Capitolo III - Carichi
Nel mondo reale il costruttore deve preoccuparsi della struttura , che sostiene tutti i carichi. Proprio per questo il primo compito dello strutturista è quello di determinare quali carichi agiscono sulla struttura.
Capitolo IV - Materiali
Capitolo V- Travi e Pilastri
· LE LEGGI DI NEWTON : Le leggi di Newton risolvono quasi tutti i problemi strutturali; Le leggi sulla statica regolano l’equilibrio che deve esistere tra tutte le forze applicate alla struttura.
· EQUILIBRIO ALLA TRASLAZIONE : Sugli elementi strutturali agiscono due azioni fondamentali di trazione e di compressione; essi sono mantenuti in equilibrio da forze uguali e opposte che agiscono lungo l’asse centrale dell’elemento.
· EQUILIBRIO ALLA ROTAZIONE : Per spiegarlo è necessario parlare della LEGGE DELLA LEVA : L’equilibrio esige uguali momenti flettenti che rappresentano i prodotti delle forze per i bracci di leva, che tendono a far ruotare un corpo in direzioni opposte. Il compito di una struttura è quello di garantire gli equilibri alla traslazione ed alla rotazione di un edificio sotto l’azione di qualsiasi tipo di azione o reazione a esso applicate ( in queste azioni è compreso il peso ).
· L’AZIONE DELLE TRAVI : La stabilità di un edificio è garantita dall’equilibrio. Le travi sono elementi strutturali soggette a flessioni di curvatura; sono solitamente caricate rispetto alla loro asse longitudinale. In una trave, le fibre inferiori sono soggette a trazione, mentre le fibre superiori sono soggette a compressione; ecco perché si presentano fessurazioni alla base di travi fatte di materiali poco resistenti a trazione. Gli elementi strutturali hanno la specifica funzione di trasmettere i carichi al terreno attraverso le proprie fibre. I materiali più comunemente usati per le travi sono: ACCIAIO, ALLUMINIO, CEMENTO ARMATO e LEGNO. La rigidezza di una trave è misurata da una quantità della momento d’inerzia della sezione trasversale. Le travi più spesse sono più rigide di quelle sottili. Nelle strutture in acciaio, le travi sono collegate ai pilastri tramite bullonature o saldature; mentre nelle strutture in cemento, in una trave in c.a. la colata simultanea di CLS rende i pilastri monolitici con le travi. Le travi sono incastrate quando le estremità non possono ruotare. Le armature servono a tenere insieme il cemento. Mentre le staffe servono a collegare i ferri longitudinali superiori e inferiori.
· SOLLECITAZIONE DI TAGLIO : Quando una trave a sbalzo è caricata alle estremità, tende a ruotare. Il vincolo deve esercitare una reazione verso l’alto uguale al carico, detta appunto SOLLECITAZIONE A TAGLIO ( combinazione tra trazione e compressione).
· INSTABILITà : Lo svergolamento è uno dei fenomeni strutturali più gravi; si tratta dell’inflessione di un elemento verticale in compressione.
Capitolo VI – Case
· CASE DELLA PREISTORIA E DELLA STORIA : La tipologia delle case era dettata dalle condizioni climatiche e dalla disponibilità dei materiali. Oggi sono presenti poche testimonianze di edifici in legno. Inoltre, con il tempo, il modello-base di abitazione assunse la forma rettangolare. Nelle regioni fredde, i muri erano di tronchi e fango con coperture di tronchi; mentre nelle regioni calde, i muri erano di fascine o canne e tetti di paglia. Le lunghezze delle abitazioni non potevano superare le dimensioni dei tronchi ( si iniziò a far uso di pilastri interni).
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Nel Medioevo rafforzarono i giunti in legno con dei chiodi. Nei paesi in cui la pietra abbondava e il legno scarseggiava, iniziarono a costruire abitazioni costruite totalemente in pietra; ancora oggi sono presenti testimonianze in Sardegna. Nelle regioni artiche, invece, una soluzione furono gli IGLOO. Nelle zone del Medio Oriente, venne fatto uso di argilla essiccata al sole. I muri erano di mattoni cotti tenuti insieme dalla malta.
· LA CASA AMERICANA : Si tratta di una casa di legno, che ebbe il maggior successo negli Stati Uniti. Sono presenti una serie di colonne di legno, giuntate alle travi dei solai e della copertura. Iniziò la strandardizzazione degli elementi strutturali : 2x4, 2x6, 4x10. Le colonne e le travi formano un telaio. I solai con travetti aumentano la rigidità verticale della casa.
· CASE CON OSSATURA IN CALCESTRUZZO : Quando si arma il calcestruzzo, lo scopo è quello di garantire all’ossatura la forza per resistere al vento e ai terremoti . Per un edificio in c.a. si gettano per prime le fondazioni : PLINTI. I solai, oltre a reggere i carichi dei diversi piani, agiscono come fossero delle travi orizzontali. Ciascun elemento strutturale aiuta a sorreggere i carichi di ogni elemento. Una soluzione ideale p la costruzione A LASTRA PIENA, che garantisce luci ridotte tra i pilastri e facilità nel far passare tubazioni e condotte.
· EDIFICI PREFABBRICATI IN CALCESTRUZZO : Uno degli svantaggi del calcestruzzo è dato dal tempo necessario all’indurimento. Ridurre i tempi significa risparmiare, quindi sono state cercate soluzioni alternative: l’industria del cemento ha sviluppato diversi metodi di fabbricazione. Due sono i metodi di fabbricazione principale: uno per travi e pilastri e uno per solai. Gli elementi prefabbricati sono di altissima qualità. È diventato quindi possibile costruire uno scheletro di cemento quasi alla stessa velocità di uno scheletro d’acciaio. L’applicazione più importante di questo metodo la troviamo negli hangar costruiti da Pier Luigi Nervi negli anni Quaranta.
Capitolo VII - Grattacieli
Capitolo VIII - La torre Eiffel
· IL SIMBOLO : Costruita per l’Esposizione Universale di Parigi del 1889, non aveva altro scopo se non quello di garantire una splendida vista della città. Il suo ideatore, Gustave Eiffel, ne esaltava le qualità. Praticamente la torre era inutile, ma vantava il fatto di essere la prima torre di 300 m interamente costruita in acciaio. Non ha aspirazioni pratiche e spirituali.
· IL COSTRUTTORE DELLA TORRE : Gustave Eiffel, l’ideatore della torre tanto discussa, era uno studente modello; tuttavia fallì l’esame di ammissione all’école Polytechnique e si iscrisse all’école Centrale. Nel 1867 aprì la propria acciaieria, progettando e appaltando le sue opere. Per 30 anni costruì stazione ferroviarie, osservatori a cupola, ponti, ecc. Poi arrivò alla Torre. Trattava sempre di strutture in acciaio. Quando la sua compagnia presentò il progetto dell Torre,egli era preparato tecnicamente, politicamente e soprattutto finanziariamente.
· LA COSTRUZIONE DELLA TORRE: Eiffel dovette principalmente lottare contro i carichi laterali del vento. Eiffel risolse il problema usando l’acciaio, che garantì di ridurre al minimo la superficie della torre, in modo da ridurre la superficie sulla quale il vento fa sentire la sue pressione. La torre divenne una filigrana d’acciaio, sulla quale il vento non faceva alcuna presa. La leggera curvatura dei pilastri d’angolo garantisce lo slancio della torre verso il cielo. La struttura della torre non finisce alla quota del terreno, ma sono presenti solide fondazioni. La Torre, apparentemente semplice, è il risultato dell’assemblaggio di 15.000 pezzi; per questo rappresentò un’impresa di ingegneria senza precendenti.
· GRU E ASCENSORI : Due erano i problemi principali da risolvere: come sollevare travi e pilastri in posizione e come trasportare le persone ai livelli superiori. Eiffel , quando le normali gru a vapore vennero superate in altezza dal cantiere, introdusse un sistema di gru in grado di arrampicarsi sui binari dei futuri ascensori, all’interno dei contrafforti di base. Per sollevare poi le parti restanti fino alla cima della torre, usò una gru rampicante lungo il pilastro centrale. Il problema del trasporto delle persone era ben più complesso; Due ascensori a 2 piani si muovevano dentro ai contrafforti est e ovest tra il primo e secondo livello. Gli ascensori nord e sud furono invece progettati da Otis, trasportavano solo 40 persone, ma la corsa era scorrevole.
· LA VITA DELLA TORRE : Dal 1889 ad oggi, sono stati decine di milioni i visitatori, ed alcuni di loro più coraggiosi degli altri. Per esempio, nel 1906 fu organizzata una gara di corsa fino al primo livello; nel 1954 uno studente tedesco raggiunse la cima scalando le travi reticolari sulle facciate esterne.
· LE TORRI Più ALTE : Per 40 anni è stata la più alta del mondo. Venne poi superata da altri grattacieli e antenne televisive. Negli anni futuri verranno costruti edifici sempre più alti, ma non avranno mai il significato che la torre Eiffel ha avuto per la Francia e per il mondo. Proprio per questo resterà per sempre “ la torre più alta del mondo”.
Capitolo IX - Ponti
· ARCHI : Il tipo di ponte che meglio si adatta ad un sito, dipende da una serie di fattori. I cavi di un ponte sospeso sono caricati da un grande numero di pesi appesi a molte TRAVI DI SOSPENSIONE. Un arco non è altro che un cavo rovesciato. Poiché un arco è compresso in ogni punto, può essere costruito con materiali resistenti alla compressione, come pietra, mattoni e cemento armato. Si tratta di materiali naturali, ecco perché i nostri antenati costruirono ponti ad arco e tetti arcuati già 2500 anni fa.
· I PONTI FERROVIARI : L’epoca delle costruzione dei ponti coincise con l’espansione delle ferrovie in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. La struttura più usata nella costruzione ferroviaria per l’attraversamento di fiumi e valli fu quella a travatura reticolare. Le aste superiori vengono compresse, mentre le aste inferiori risultano tese.
· PONTI IN CEMENTO ARMATO : Le travature reticolari hanno acquistato una nuova elegante espressione nei viadotti eretti in Europa, che consistono in piloni cavi in cemento armato sui quali corre un piano stradale composto di tubi rettangolati in c.a. o in cls precompresso prefabbricati sulle rive del fiume e inseriti in opera. La semplicità li rende opere di grande bellezza.
· RETICOLI SPAZIALI : Alcuni dei sistemi inventati per i ponti in acciaio o in cemente armato sono stati perciò adattati a soddisfare le esigenze di copertura di grandi spazi come le sale per congressi o esposizioni. Il reticolo spaziale venne realizzato da un ingegnere elettrico e diede vit a una serie di coperture che hanno il vantaggio della costruzione modulare, del facile assemblaggio, del risparmio e dell’impatto visivo.
Capitolo X – Il ponte di Brooklyn
· IL CREATORE DEL PONTE : Inaugurato nel 1883 da Low e Edson, sindaci di Brooklyn e New York. L’ingegnere incaricato della sua costruzione fu Washington Roebling, che non fù presente all’inaugurazione, a causa della sua disabilità. Il ponte di Brooklyn divenne un simbolo: il più lungo ponte sospeso del mondo, con una luce di 486 m.
· LA COSTRUZIONE DEL PONTE : Il primo passo fu la messa in opera delle fondazioni, realizzate secondo la tecnica dei casseri pneumatici. Da 24 m sott’acqua gli operai passarono a oltre 81 m al di sopra. Quest’opera aveva un unico scopo: quello di costruire un sostegno per un piano viario sul quale sarebbe passato un flusso di treni, veicoli e pedoni. Il piano stradale è sostenuto da capriate in acciaio appen alle travi di sospensione e collegate alle travi longitudinali. Questo tipo di struttura è molto rigido e resiste alle torsioni e aumenta la resistenza contro le oscillazioni dovute al vento.
· PONTI SOSPESI MODERNI : Nessun altro metodo costruttivo può erigere campate più lunghe. Cavi d’acciaio, con grande resistenza a trazione, vengono usati in trazione per sostenere mediante travi di sospensione in filo d’acciaio verticali o iclinate, il peso del piano stradale e del traffico che le percorre.
Capitolo XI- Strutture forma - resistenti
· RETICOLI E LASTRE PIANE : Da sempre, gli uomini hanno avuto l’esigenza di riunirsi in gran numero per una varietà di scopi, religiosi, politici, artistici o competitivi che fossero. I reticoli e le lastre piane sono la risposta a questo tipo di esigenze. Se le lastre devono estendersi per più di 4 o 6 m. è più economico irrigidirle sul lato inferiore mediante nervature che si possono orientare in varie direzioni. Nervi usò il ferrocemento per costruire forme in cui colare lastre irrigidite da nervature curve orientate. Gli elementi in ferrocemento hanno spessori di pochi centimetri. Fu trasformato da Nervi in un vero e proprio materiale strutturale.
· RESISTENZA DELLE FORME : La rigidità delle lastre piane dipende dal loro spessore. La rigidezza e la resistenza di elementi tanto sottili si possono ottenere non solo aumentandone lo spessore, ma conferendo loro forme curve.
· SUPERFICI CURVE : Dobbiamo a Karl Gauss la scoperta di queste forme, che sono riducibili a 3 categorie: la cupola, il cilindro e la sella.
· COPERTURE A BOTTE E POLIGONALI : I cilindri sono superfici sviluppabili e quindi meno rigidi delle cupole e delle selle; tuttavia sono utilizzabili come coperture. Il sistema di sostegno d’una copertura a botte influenza l’azione portante dei carichi. Le coperture a botte devono essere sostenute da muri di testata. Una copertura poligonale è analoga a una serie di coperture a botte. Essa consiste in lunghe lastre in cemento armato, strette e inclinate, e presenta angoli improvvisi, o mutamenti di spiovente, a intervalli regolari. La sua sezione è una linea a zigzag con “solchi” e “creste”. Le coperture poligonali portano i carichi ai sostegni lungo un duplice percorso.
· COPERTURE A SELLA : Le superfici a sella presentano forme molto eleganti se tagliate in modo corretto. La superficie a sella è detta anche iperboloide iperbolico. La rigidità di un hypar è tale che il suo spessore in cemento non è che di pochi centimetri per luci da 9 a 12 m. Ha numerose proprietà strutturali, nonostante sia cosi sottile.
· COPERTURE COMPLESSE : Alcuni Hypar raggiungono alti livelli di complessità, come gli hypar ad ombrello o la copertura hypar.
· DIGHE A GUSCIO SOTTILE : L’applicazione più importante di gusci sottili verticali in c.a. si è tuttavia avuta non in architettura, ma nella costruzione di dighe.
Capitolo XII – La Cattedrale non finita
Capitolo XIII – Cupole
Capitolo XIV – Hagia Sophia
Capitolo XV – Tende e palloni
Capitolo XVI – Il cielo sospeso
Capitolo XVII – Il messaggio della struttura
Periodo dell’edificio : Periodo impiegato da un edificio per completare un’oscillazione.
Forza in risonanza : Quando una forza viene applicata ritmicamente a una struttura, con lo stesso periodo di quello della struttura.
Whiskers : frammenti di acciaio.
Cemento PORTLAND : è un composto di argilla e calcare, successivamente cotto in forno.
Igloo: abitazione a forma di cupola semisferica fatta di blocchi di neve, tipica delle regioni Artiche.
Metodo FAST-TRACK : cominciare la costruzione prima che la progettazione sia stata completata.
Ferrocemento : materiale costituito da un certo numero di strati di reti saldate e disposte a caso una sull’altra, coperte da una malta in calcestruzzo cementizio.
Coperture pneumatiche: cosi chiamate dalla parola greca pneuma che significa respiro.
Semiotica: branca della filosofia che studia tutti i prodotti dell’attività umana secondo l’ottica della comunicazione e in particolare della comunicazione verbale. La comunicazione ha luogo mediante messaggi.